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Perché Identità/Movimento

La società contemporanea – ed in essa la città, come luogo in cui tendono a intrecciarsi una moltitudine di processi globali – è interessata da ingenti e sempre più rapidi e frequenti flussi di movimento, non solo delle informazioni e delle merci, ma anche, e prima ancora, delle persone. Secondo una lettura ‘estrema’ (Jean-Luc Nancy, La città lontana, 1999), la città stessa coinciderebbe addirittura con il movimento:

la città è innanzitutto una circolazione, un trasporto, una corsa, una mobilità, un’oscillazione, una vibrazione. Da ovunque essa rimanda ovunque e fuori da sé: ma il suo fuori è sempre meno la campagna […]; è piuttosto il fuori indefinito della città stessa che si allontana e rurbanizza sempre più lontano […]. Ogni luogo urbano rinvia ad altri luoghi e non esiste o non consiste che in tale rinvio.

E’ ovvio che tale ‘movimento’ si presenta in modo molto diverso, se si considera per esempio la migrazione di masse povere dal Nord-Africa o all’opposto l’accresciuta frequenza di viaggi internazionali per lavoro e/o turismo dall’Occidente al resto del mondo, oppure, ancora, il movimento continuo generato dallo spazio urbano/metropolitano su se stesso, pendolarismo strutturale ed ineliminabile, che tende a diventare una sorta di perpetuo nomadismo metropolitano – infine, se si considerano le persone che, per ragioni diverse, sperimentano, volontariamente o in modo coatto, la privazione del movimento: popolazioni confinate in ‘territori’ (e, più di recente e più vicino a noi, anche in quartieri) dall’inquietante presenza di muri fisici di recente edificazione – a smentire, quasi vent’anni dopo, l’epopea che aveva circonfuso la caduta ‘mitica’ dello storico muro di Berlino. Ma anche, alla piccola scala quotidiana, ‘segregazioni’ più classiche e senz’altro meno ‘epiche’, come la prigionia, la malattia fisica e il malessere psicologico, la volontaria separazione dal mondo di chi consacra la vita alla preghiera. E più in generale, a ogni scala del nostro muoverci quotidiano, il fenomeno recente, e dilagante in modo preoccupante, delle strategie di controllo del movimento e di prevenzione dell’attraversamento (casuale o intenzionale non importa) di un inviluppo sempre meno decifrabile di confini che separano zone proibite - strategie che, a dispetto delle proprie origini radicalmente arcaiche, si appoggiano oggi quasi senza memoria a sempre più raffinate e futuribili tecnologie, con buona pace della tutela della privacy dei malcapitati controllati. Comuni restano, tuttavia, là dove il movimento esiste, benchè siano esperiti in modo e con intensità e durata molto differenti a seconda di chi e perché si muove, gli aspetti di distopia e estraniamento che si accompagnano al mutamento dei luoghi, dal piacere della vacanza temporanea in luoghi ‘esotici’ totalmente altri, alla durezza dello sradicamento definitivo da tutto ciò che connota il proprio luogo d’origine.
Allo stesso tempo, la nozione di ‘identità’ tende, via via che si emancipa dalla dipendenza nei confronti del radicamento in un certo luogo – continente, stato nazionale, quartiere -, a divenire di necessità essa stessa una nozione ‘fluttuante’, costretta ad essere sempre più rapidamente capace di adattarsi alla differenza dei luoghi, così come alla diversità dei loro abitanti (i ‘nuovi vicini di casa), più flessibile e disposta ad un’apertura e a un confronto continuo, dunque disposta a cambiare di conseguenza – o all’opposto, qualora manchi la capacità di adattamento, e prevalgano ancora antiche ‘fissità’, costretta ad irrigidirsi in una chiusura carica di timore, diffidenza ed ostilità verso ciò che tutto attorno cambia.
Consapevoli che le differenti relazioni fra identità e movimento sono ben lontane dal rappresentare un fatto ‘nuovo’ – anche se al presente si trovano sottoposte a sollecitazioni d’intensità e frequenza maggiori rispetto al passato, di queste relazioni abbiamo voluto isolare alcune particolari ‘figure’, che ci paiono conservare nel tempo presente la capacità di porsi come nodi problematici in grado di suscitare discussione.
Le figure della relazione identità/movimento che qui si propongono sono in primo luogo la relazione implicata dalle migrazioni, che proponiamo di affrontare ‘con lo sguardo rivolto al passato’, ovvero a partire dalla memoria, troppo spesso negata o rimossa, del tempo in cui gli italiani hanno rappresentato un dei più nutriti gruppi di migranti dal proprio paese verso il resto del mondo; recuperare oggi questa memoria ci pare un modo utile per favorire, nei confronti dei nuovi migranti, relazioni di ‘rispecchiamento’ che possono contribuire a favorire processi di accettazione e integrazione sociale.
La seconda figura presa in esame è il viaggio, tema che è stato ed è al centro di una vasta letteratura, in specie quando si tratta del viaggio dall’Occidente al resto del mondo: all’evocazione del viaggio si accosta però il dubbio su una sua presunta imperituta ‘attualità’ – o al contrario sulla sua ‘fine’.
Terza figura, la quantità di piccoli spostamenti che caratterizzano il nostro vivere quotidiano, come tempo dell’eterno monotono ripetersi dell’uguale – ma anche tempo fatto di istanti (e strada fatta di incroci) da cui può sorgere improvvisamente l’imprevisto, angoli consueti dietro i quali un bel giorno la realtà non è quella aspettata, incroci ai quali ci si può immettere nella direzione della catastrofe.
Quarta figura, quella della negazione del movimento, della reclusione, volontaria o coatta – ma anche, e di conseguenza del movimento declinato come fuga. Per ciascuna figura sono forniti una serie di suggestioni, alcuni approfondimenti, e una nuova sezione dedicata al cinema, anch’essa aperta ad ogni contributo.

I temi della discussione
 
MINORANZE IN MOVIMENTO
MIGRAZIONI DIMENTICATE, SPERANZA E NOSTALGIA
Suggestioni >>>
Cinema >>>
Contributi >>>
APPROFONDIMENTI

Donna Rae Gabaccia, University of North Carolina at Charlotte,

Per una storia italiana dell’emigrazione

Per gentile concessione della redazione di “Altreitalie”, rivista on line curata dalla Fondazione Giovanni Agnelli nell’ambito del portale www.altreitalie.it, n. 16, 1997; il periodico, e più in generale il portale “altreitalie”, hanno rappresentato, a partire dal 1989, una delle rare sedi di studio e ricerca sistematica sulla storia (o le storie) dell’emigrazione italiana all’estero, sviluppatasi massicciamente fra il 1870 e il 1970, e sulle relative implicazioni – politiche, culturali, religiose, etniche – che il fenomeno ha avuto nei confronti dei diversi contesti di ‘accoglienza’. In questo senso, ha il merito di aver sollecitato l’attenzione, da parte degli storici italiani, su un tema tanto ingente quanto tradizionalmente minimizzato se non addirittura ‘rimosso’, fino a tempi recenti, dalla storiografia ufficiale.
Metronline ringrazia la redazione di “Altreitalie”, ed in particolare il direttore scientifico Maddalena Tirabassi per la disponibilità gentilmente prestata.
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Stefano Liberti, L’esodo a ritroso dei clandestini del Sahel

Reportage realizzato nell'ambito del progetto "Sviluppo e gestione sostenibile dei flussi migratori provenienti dall'Africa" del Cespi (Centro studi di politica internazionale) e della Sid (Society for international development) finanziato dal ministero degli affari esteri. Una versione breve del reportage è uscita il 6 luglio 2006 su “il manifesto”. Si ringrazia l’autore per la disponibilità del testo.
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IL VIAGGIO TRA MITOLOGIA E LUOGHI COMUNI Suggestioni >>>
Cinema >>>
Contributi >>>
APPROFONDIMENTI

Marzia Marchi, Università di Bologna, Viaggi e visioni sull’altrove: annotazioni storico-geografiche
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Mariangiola Gallingani, Giada Cotugno, “Viaggio” e “viaggio”, Altrove e Luoghi Comuni
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LA RECLUSIONE, IL CONTROLLO, LA FUGA Suggestioni >>>
Cinema >>>
Contributi >>>

APPROFONDIMENTI

Tim Parks, La profezia di Bassani - Siamo tutti Finzi Contini, in “La Stampa”, 13 febbraio 2007
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Mariangiola Gallingani, Minoranze silenziose: la reclusione volontaria e i suoi nemici
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Angela Jarvis, Identificazione attraverso la biometria, in www.crimine.net
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COSI’ LONTANO COSI’ VICINO
(SOM)MOVIMENTI QUOTIDIANI
STRADE (STORIE) PERDUTE, INCONTRI FATALI

Suggestioni >>>
Cinema >>>
Contributi >>>
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